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Parola di Estetista

Erika Belinda Hernandez ci racconta la sua esperienza

Abbiamo rivolto alcune domande alle estetiste professioniste per conoscere un po’ meglio il rapporto tra formazione e professione vera e propria. A rispondere a questa breve intervista sarà l’estetista professionista free lance Erika Belinda Pernia Hernandez. Lavora da 12 anni nel mondo dell’estetica, ha un sorriso contagioso e tante cose da dire:

Quanto è stata utile la formazione professionale per la tua attività? È stata molto importante, ma diciamo che le informazioni che ho acquisito nella scuola professionale erano di base, poi ho voluto ampliare le mie conoscenze frequentando corsi di approfondimento e specializzazione per migliorare la mia preparazione.

Quali erano gli argomenti a cui eri più interessata? Lo studio della pelle, il make up, le nozioni di psicologia ma in realtà mi appassionava tutto perché per me era tutto nuovo e affascinante!

Quanta passione ci vuole per svolgere la professione di estetista? Questo mestiere è fatto solo di passione e amore, solo in questo modo si riesce ad ottenere ottimi risultati e a far sentire meglio la cliente: anche una semplice manicure, curata magari con un dolce massaggio alle dita sarà in grado di riequilibrare l’anima più agitata…

Continui ad aggiornarti o ritieni le conoscenze acquisite abbastanza sufficienti per svolgere la professione? Gli aggiornamenti sono importantissimi, non si smette mai di imparare! Soprattutto in questi tempi dove c’è sempre più bisogno di professionisti competenti con tecniche all’avanguardia.

Quanto è importante il rapporto con la clientela? È vero che per fare le estetiste bisogna conoscere un po’ di psicologia? Curare il rapporto con la clientela è molto importante, perché viviamo in un’epoca dove ormai nessuno viene visto per quello che è veramente e quindi riuscire a far sentire a proprio agio una persona nel nostro centro, farle sentire che ce ne stiamo prendendo cura e che la accettiamo per quella che è, è cosa fondamentale. Io mi voglio sentire così quando vado dalla mia estetista, chiedo troppo?

Racconta l’episodio della tua vita professionale che ti ha reso maggiormente felice:
Ci sono molti episodi che ricordo con gioia, ma in realtà sento la felicità nella gratitudine delle persone, quando ti sono grate per il servizio che le hai offerto e sono felici nel poterti ripagare, in quel momento con il denaro, ma soprattutto con la loro stima e affetto.

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Perché diventare visagista

Il visagista è lo specialista della cura estetica del viso, della bellezza e del trucco. Ma non è una definizione così semplice come pare. Infatti è una figura altamente qualificata che non solo deve conoscere accuratamente la storia del trucco, il viso e le varie tecniche di esaltazione dello stesso, ma avere ottime conoscenze anche di dermatologia e chimica in modo da conoscere tutte le reazioni dei prodotti che vengono in contatto con la pelle. Da un punto di vista psicologico, la visagista diventa la migliore amica dei clienti perché cura la loro bellezza esteriore esaltando i punti forti.

Una delle caratteristiche fondamentali della visagista è la passione per il mondo dell’estetica che deve essere consolidata dal corso di formazione specifico e da continui aggiornamenti.

Diventare visagista vuol dire amare il mondo dell’estetica e della bellezza e avere l’opportunità di lavorare in diversi ambiti, soprattutto legati allo spettacolo: cinema, teatro, televisione e moda. Saper utilizzare e coltivare tutti i segreti del make up, rende il visagista il punto di riferimento per tutte le clienti e le aziende che investono in bellezza.

Il primo passo da compiere, dunque, è selezionare il corso di formazione giusto e portare lì lo stesso entusiasmo che si prova per il  mondo dell’estetica!

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Chi è e cosa fa l’OSSS

L’OSSS è l’acronimo di Operatore Socio Sanitario Specializzato. Questo significa che è un OSS che ha seguito con impegno e profitto un corso di formazione professionale complementare in assistenza sanitaria. Quindi è un Operatore Socio Sanitario che ha ulteriormente studiato per poter lavorare in ambiti sanitari ancora più ampi.

L’OSSS è una figura professionale importante per le case di riposo e ha la capacità di assumere ruoli di responsabilità e coordinamento. Grazie alla sua formazione complementare, può somministrare terapie specifiche (sottocutanee e intramuscolari), effettuare massaggi cardiaci e respirazioni artificiali, sterilizzare e gestire apparecchiature e strumenti medici ecc.

Il corso per OSSS è rivolto solo a coloro i quali sono già in possesso della qualifica di Operatore Socio Sanitario e del certificato di idoneità fisica al lavoro. Una volta terminato positivamente il percorso di formazione, viene rilasciato un attestato di qualifica ai sensi dell’art 14 della legge 845/1978.

Come tutte le professioni sanitarie, per diventare OSSS ci vuole impegno, studio e dedizione, ma non bisogna mai dimenticare le doti principali: pazienza e amore per i malati.

 

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Come diventare operatore per l’infanzia

L’operatore per l’infanzia assiste e intrattiene i bambini presso strutture pubbliche o private. Questa figura professionale opera nel campo dei servizi socio-ricreativi per l’infanzia: asili nido, scuole materne, ludoteche, centri per l’infanzia ecc. Chi opera in questo settore lavora anche con altre figure professionali e gestisce una serie di azioni finalizzate alla socializzazione e allo sviluppo delle capacità creative dei bambini.

Cosa fa l’operatore dell’infanzia

  • lavora nei centri ricreativi e aggregativi (anche stagionali) per bambini
  • opera negli spazi per bambini (es. centri commerciali, aeroporti, baby space)
  • animazione di strada
  • gestisce attività associative di ragazzi e ragazze

 

Competenze dell’operatore dell’infanzia

  • normativa legata alla gestione dei servizi per l’infanzia;
  • -tecniche e progettazione di animazione e attività ludiche ed educative;
  • dinamiche di gruppo.

È indispensabile che  sappia lavorare in gruppo e che interagisca con le famiglie. Inoltre, deve conoscere nozioni di psicologia, igiene, alimentazione e primo soccorso pediatrico.

 

Formazione

I percorsi formativi sono così strutturati:

  • corsi per operatore familiare per l’infanzia, animatore sociale, di comunità o di ludoteca ecc.
  • liceo con indirizzo socio-psicopedagogico e successivamente un corso professionalizzante;
  • indirizzi di laurea in Facoltà di Scienze della formazione e di Psicologia.

A seconda del tipo di attività richiesta, gli orari di lavoro di un operatore per l’infanzia sono molto variabili. Si passa dalle 30-38 ore settimanali per gli operatori a tempo pieno, a poche ore alla settimana per i servizi specifici.